
Seconda Stagione
2x01
La pioggia
2x02 Quando è
troppo è troppo
2x03 Una giornata da dimenticare
2x04 Negare Negare Negare
2x05 Il potere del dolore
2x06 Dentro te come un treno
2x07 Qualcosa di cui
sparlare
2x08 Lascia che sia
2x09 Grazie dei ricordi
2x10 Davvero Troppo
2x11 Cuori solitari
2x12 Lo spirito del Natale
2x13 Ricominciare
2x14 Tenere piccole
bugie
2x15 La linea
2x16
Apocalisse (Codice Nero) (Part I)
2x17 Presentimento (Codice Nero)
(Part II)
2x18
Ieri
2x19 Cosa ho fatto per meritarmi questo ?
2x20 Quando un cerotto nn basta
2x21 Se un soldino troverai...
2x22 Le regole del gioco
2x23 Combattere
2x24 Questione di equilibrio
2x25 17 secondi
2x26 Fuggire o restare
2x27 Ho perso il mio credo
Riflessioni Seconda Stagione
2.01
Per diventare un chirurgo bravo, devi sempre pensare come un chirurgo.
Le emozioni confondono. Bisogna lasciarle fuori quando entri in sala
operatoria, pulita e sterile, dove quello che devi fare è molto
semplice...Tagliare, suturare e chiudere.
Ma qualche ferita a volte..non riesci a chiuderla. E' una ferita che non si
rimargina, che resta aperta.
~
Dicono che la pratica renda perfetti.
La teoria è: più ragioni come un chirurgo, più possibilità hai di diventarlo.
Più sei bravo a restare freddo, cinico nel tagliare, suturare e chiudere...e più
sarà difficile cambiare atteggiamento.
Smettiamo di ragionare come chirurghi e ricordiamoci cosa vuol dire pensare da
essere umani.
2.02
Ho una zia che ogni volta che versa qualcosa da bere a qualcuno dice "dimmi tu
quando basta".
Mia zia diceva sempre "dimmi quando basta" e noi ovviamente non lo dicevamo mai.
Nessuno dice mai "basta", così resta aperta la possibilità di averne ancora. Più
tequila. Più amore. Più di tutto. Di più è meglio.
~
Vorrei dire una cosa a proposito del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno,e del
sapere quando dire basta. La linea che divide il vuoto dal pieno è un barometro
dei nostri bisogni e dei nostri desideri. Decidiamo noi dov'è quella linea.
Tutto dipende anche da cosa ci stanno versando.
A volte ne vogliamo soltanto un sorso, altre volte non è mai abbastanza, il
bicchiere è senza fondo... e vogliamo averne di più.
2.03
I chirurghi sono dei maniaci ossessivi. Con un bisturi in mano ...ti senti
inarrestabile.
Non provi più paure, ne dolore. Ti senti come un gigante forte e invincibile. Ma
poi esci dalla sala operatoria, è tutta quella perfezione e quell'auto controllo
perdono di significato.
~
Perdere il controllo non piace a nessuno ma per un chirurgo...non c'è niente di
peggio.
E' un segno di debolezza..di non essere all'altezza.
Eppure ci sono momenti in cui proprio non riesci a farne a meno..in cui il mondo
smette di girare e ti accorgi che il tuo piccolo bisturi luccicante stavolta non
potrà salvarti. Per quanto ci si affanni per evitarlo, a volte si cade. E fa
paura da morire.
A meno che..questo precipitare verso il fondo non diventi l'occasione per i tuoi
amici di afferrarti e salvarti.
2.04
La chiave per sopravvivere quando sei uno specializzando in chirurgia...è
negare.
Neghiamo di essere stanchi, neghiamo di avere paura, neghiamo di cercare il
successo a tutti i costi. E cosa più importante... neghiamo che stiamo negando.
Noi vediamo solo quello che vogliamo vedere. E crediamo solo a quello che
vogliamo credere. E' funziona.
Mentiamo così tanto a noi stessi che dopo un pò le menzogne cominciano
a sembrare realtà. Mentiamo così' tanto che non sappiamo più riconoscere la
verità...neanche quando l'abbiamo di fronte.
~
A volte la realtà a un modo tutto suo assolutamente inaspettato di
presentarsi..e quando la diga cede la sola cosa che si può fare è nuotare.
Il mondo della finzione è una prigione non un posto dove mettersi al sicuro. Non
possiamo mentire a noi stessi troppo a lungo. Siamo stanchi. Siamo impauriti. E
negare non cambia la realtà.
Prima o poi dobbiamo disfarci del nostro negare e guardare in faccia la realtà,
sfidandola a duello.
Negare, negare, negare.
Negare l'evidenza, rischia di farci perdere di vista la realtà.
2.05
Il dolore ti colpisce in tutte le sue forme .. una fitta leggera, un pò di
amarezza, un dolore che va e viene, la normale sofferenza con cui conviviamo
tutti i giorni.
Poi c'è un tipo di sofferenza che non riesci ad ignorare. Una sofferenza così
grande che cancella tutti gli altri pensieri, che fa scomparire il resto del
mondo. E a un certo punto non riusciamo a pensare ad altro che alla nostra
grande sofferenza.
Come affrontiamo il dolore dipende da noi.
Il dolore: ci anestetiziamo, lo accettiamo, lo elaboriamo, lo ignoriamo. E per
alcuni di noi il miglior modo per affrontarlo è conviverci.
~
Il dolore ..devi aspettare che se ne vada, sperare che scompaia da solo, sperare
che la ferita che l'ha causato guarisca. Non ci sono soluzioni nè risposte
facili. Bisogna fare un respiro profondo e aspettare che il dolore si nasconda
da qualche parte.
La maggior parte delle volte il dolore può essere sopportato.. ma a volte il
dolore ti afferra; quando meno te lo aspetti ti colpisce sotto la cintura e non
ti lascia in pace.
Il dolore..devi solo conviverci, perché la verità è che non puoi evitarlo e la
vita te ne porta sempre dell'altro.
2.06
In generale ...la gente si può dividere in 2 categorie ...quelli che amano le
sorprese e quelli che non le amano. Io.. non le amo.
Non ho mai conosciuto un chirurgo che ami le sorprese. Perchè, come chirurghi ci
piace sapere cosa succede. Dobbiamo sapere cosa succede perchè altrimenti la
gente muore e i parenti ci fanno causa.
..
"Sto delirando? Si, forse sto delirando"
..
Ok la mia opinione, ineffeti ne ho una, non centra niente con le sorprese o la
morte, le cause legali o l'essere chirurghi..la mia opinione è questa: chiunque
abbia detto "quello che non sai non può farti male" è un completo e totale
imbecille, perchè per la maggior parte della gente che conosco il non sapere è
la sensazione peggiore al mondo.
..
Ok, va bene, forse c'è qualcosa di peggio.
~
Come chirurghi ci sono tante cose che dobbiamo sapere. Dobbiamo sapere di avere
quello che ci serve. Dobbiamo sapere come prenderci cura dei nostri pazienti. E
come prenderci cura l'uno dell'altro.
E comunque dobbiamo anche capire come prenderci cura di noi stessi.
Come chirurghi dobbiamo essere informati, ma come esseri umani a volte è meglio
restare all'oscuro.. perchè nell'oscurità può esserci la paura ma anche la
speranza.
2.07
Comunicare. E' la prima cosa che impariamo davvero nella vita.
La cosa buffa è che più noi cresciamo, impariamo le parole e cominciamo a
parlare e più diventa difficile sapere cosa dire, o peggio ottenere quello che
davvero vogliamo.
~
E alla fine della giornata ci sono delle cose delle quali non si può fare a meno
di parlare. Certe cose semplicemente non vogliamo sentirle, e altre le diciamo
perché non possiamo più tenerle dentro.
Per certe cose non servono parole, certe cose si fanno e basta.
Alcune cose si dicono perché non si ha altra scelta.
E alcune cose le lasciamo dentro noi stessi.
E non accade molto spesso ma di tanto in tanto alcune cose semplicemente parlano
da sole.
2.08
A scuola un giorno, durante una lezione, leggemmo Giulietta e Romeo.
Per migliorare i nostri voti la professoressa Snyder ci fece interpretare i vari
ruoli. Sal Scaffarillo fece Romeo e il destino volle che io fossi Giulietta.
Le mie compagne erano tutte gelose ma io la vedevo in modo diverso. Dissi alla
Snyder che Giulietta era un'idiota. Innanzitutto si era innamorata dell'unico
uomo che non poteva avere, dopodiché diede la colpa al destino per una decisione
che era soltanto sua.
La professoressa Snyder mi spiegò che quando entra in gioco il destino spesso
non siamo più noi a scegliere.
Alla veneranda età di tredici anni mi era già estremamente chiaro che in amore,
come nella vita, tutto è frutto delle nostre decisioni ..e il destino non centra
assolutamente nulla!
Tutti trovano Giulietta e Romeo estremamente romantico. Il vero amore. Che
tristezza.
Se Giulietta è stata così stupida da innamorarsi del nemico, bersi una bottiglia
di veleno e adagiarsi in un sepolcro..bè ha avuto ciò che si meritava.
~
La professoressa disse che sarei stata fortunata se avessi vissuto una passione
del genere con qualcuno, e che se fosse successo saremmo stati insieme per
sempre.
Anche adesso credo che per la maggior parte l'amore sia fatto di scelte.
Bisogna posare veleno e pugnale e crearsi il proprio lieto fine, la maggior
parte delle volte.
E che a volte nonostante le migliori scelte, tutte le migliori intenzioni.. il
destino vince comunque.
2.09
Gratitudine, Apprezzamento, Ringraziamento.
Non importa che parola usiamo, intendiamo sempre la stessa cosa, Felicità.
Dovremmo essere tutti felici, contenti dei nostri amici, della famiglia, felici
di essere vivi, che questo ci piaccia o no.
~
Forse non siamo destinati a essere felici. Forse la gratitudine non centra
niente con la gioia. Forse l'essere grati significa dare il giusto valore alle
cose, apprezzare le vittorie, stupirsi della fatica che ci vuole per essere un
essere umano. Forse siamo riconoscenti per le cose che conosciamo, e forse siamo
riconoscenti per quelle che non conosceremo mai. Ma alla fine della giornata il
fatto che abbiamo ancora il coraggio di restare in piedi e già un motivo
sufficiente per festeggiare.
2.10
Da bambini si fa con i dolci di Halloween. Senza farti vedere dai tuoi genitori
te li mangi tutti, fino a sentirti male.
Al college c'è l'esaltante combinazione di gioventù, tequila e bè..lo sapete. E
da chirurgo ti prendi tutto quello che c'è di buono dove puoi. Visto che non
capita spesso di trovarlo come lo si vorebbe.
Perché le cose positive non sono sempre come sembrano. L'eccesso di qualunque
cosa, anche quando si tratta di amore, non sempre è positivo.
~
Come facciamo a sapere quando qualcosa è in eccesso ... quando è troppo presto
... quando si parla troppo ... quando ci si diverte troppo ... quando c'è troppo
amore ... quando si chiede troppo ... e quando qualcosa è troppo per noi.
2.11
40anni fa i Beatles fecero al mondo una semplice domanda. Volevano sapere da
dove provenissero tutti i cuori solitati.
La mia ultima teoria è che molti dei cuori solitari provengano dagli ospedali, e
con esattezza dai reparti di chirurgia.
Siamo chirurghi, trascuriamo le nostre necessità per andare incontro alle
necessità dei pazienti. Trascuriamo i nostri amici, le nostre famiglie per
salvare amici e famiglie di altre persone. Questo vuol dire che alla fine della
giornata tutto quello che ci resta è il nostro cuore, e niente al mondo può
farci sentire più soli di così.
~
400anni fa, un altro inglese famoso aveva una sua opinione sulla solitudine,
John Donne.
Pensava che noi non siamo mai soli ..ma lui lo diceva da grande poeta.
Nessuno è un'isola chiuso su se stesso.
---
Tornando al discorso dell'isola credo che Donne intedesse dire che tutti abbiamo
bisogno di qualcuno. E di sapere che non siamo soli.
E chi ha detto che non possa essere qualcuno a 4 zampe, qualcuno con cui giocare
e correre insieme o che ti stia solo accanto.
2.12
E' una leggenda metropolitana che i suicidi subiscano un'impennata sotto le
feste. In realtà risultano che addirittura diminuiscano.
Gli esperti sostengono che sia perché le persone sono meno inclini a farsi fuori
quando sono circondate dai famigliari.
Stranamente però è proprio la stessa vicinanza con i famigliari che si pensa sia
la causa dell'effettivo aumento delle depressioni sotto le feste natalizie.
"...si va bene..per Izzie non conta!"
~
C'è un vecchio proverbio che dice che non puoi scegliere la tua famiglia. E' il
destino che decide per te. E anche se non ti piace, se non l'ami o se non la
capisci ..tu ti arrangi.
Poi c'è la scuola di pensiero che dice che la famiglia in cui si nasce è
semplicemente un punto di partenza. La famiglia ti nutre, ti veste, si prende
cura di te finchè non sei pronto ad andare in giro per il mondo a cercare
qualcosa di tuo.
2.13
Un nuovo inizio!
Grazie al calendario succede ogni anno. Rimettiamo l'orologio su Gennaio.
Il nostro premio per essere sopravvissuti alle feste è un nuovo anno, rinverdire
la grande tradizione dei propositi per l'anno nuovo.
Buttati il passato alle spalle e ricomincia.
E difficile resistere alla tentazione dell'inizio, alla voglia di accantonare i
problemi dell'anno vecchio.
~
Chi può determinare dove finsce il vecchio e dove finisce il nuovo?..Non è un
giorno di festa, non è un compleanno, ne un capodanno. E' un'evento, grande o
piccolo, qualcosa che ci cambia e che idealmente ci da speranza. Un nuovo modo
di vivere e di vedere il mondo.
Liberarsi delle vecchie abitudini, dei vecchi ricordi. La cosa importante e non
smettere mai di credere che si può sempre ricominciare.
Ma c'è un'altra cosa da ricordare, in mezzo a tanto schifo ci sono alcune cose
alle quali vale la pena di aggrapparsi.
2.14
Come medici ci hanno insegnato ad essere diffidenti, perché i nostri pazienti
mentono continuamente.
La regola è che ogni paziente mente finchè non si dimostra il contrario.
Mentire è sbagliato, almeno così ci dicono, continuamente, fin dalla nascita.
L'onestà è la miglior condotta, la verità ti rende libero, ho tagliato l'albero
di ciliegie disse George Washington!
Il fatto è che mentire è una necessità.
Mentiamo a noi stessi perchè la verità ferisce maledettamente.
~
Non importa quanto cerchiamo di ignorarle o di negarle, alla fine le bugie piano
piano svaniscono. Che ci piaccia oppure no.
Ma questa è la verità sulla verità: la verità fa male. Per questo mentiamo.
2.15
In chirurgia c'è una linea rossa sul pavimento che segna il punto in cui
l'ospedale da accessibile diventa off limits per tutti tranne che per pochi
autorizzati. Superare la linea senza permesso non è tollerato.
In generale le linee esistono per una ragione, per protezione, per sicurezza,
per chiarezza.
Se decidi di oltrepassare la linea quasi sempre lo fai a tuo rischio e pericolo.
Allora come mai più larga è la linea più grande è la tentazione di
oltrepassarla?
~
Non possiamo evitarlo, vediamo una linea e vogliamo attraversarla. Forse per
l'entusiasmo di lasciare il noto per l'ignoto. Una specie di sfida personale.
L'unico problema è che una volta che l'hai attraversata è quasi impossibile
tornare indietro.
Ma se fai in modo di riuscire a riattraversare quella linea puoi trovare la
salvezza nei tuoi amici.
2.16
E' un velo che i pazienti hanno negli occhi. E' un profumo. E' l'odore della
morte. Una sorta di sesto senso.
Quando la morte ti si avvicina la senti arrivare.
C'è qualcosa che sognavi di fare prima di morire?
2.17
Negli ospedali dicono che lo sai. Sai quando stai per morire. Alcuni medici
dicono che è un velo negli occhi dei pazienti. Altri dicono che è un profumo,
l'odore della morte. Altri ancora credono che sia una sorta di sesto senso.
Quando la morte ti si sta avvicinando la senti arrivare.
Qualunque cosa sia fa paura, perché anche se lo sai che cosa puoi farci? Scaccia
il pensiero della paura dalla tua mente.
Se uno sapesse qual'è il suo ultimo giorno..che cosa vorrebbe fare?
...
Se sapessi che è il tuo ultimo giorno di vita..come vorresti trascorlerlo?
2.18
Dopo un'approfondito esame e innumerevoli notti insonni ecco le mie conclusioni:
non esistono persone adulte!
Andiamo avanti, ce ne andiamo lontani, ci allontaniamo dalle nostre famiglie e
da noi stessi.
Ma tutte le principali insicurezze, le nostre paure, tutte le vecchie ferite
invecchiano insieme a noi. E' proprio quando crediamo una volta per tutte di
essere diventati adulti.. "Abbiamo passato tutta la notte in albergo a darci
dentro!" ..vostra madre dice una cosa del genere!
"Mio marito si chiede perché non lo guardo più!" ..o peggio ancora dice qualcosa
di questo genere.
Diventiamo più grandi, più alti, più vecchi, ma in realtà siamo sempre un
manipolo di ragazzini che corrono durante la ricreazione tentando disperatamente
di far parte del gruppo.
~
Ho sentito dire che crescere è possibile. Io però non ho mai conosciuto nessuno
che ci sia riuscito.
Senza genitori a cui disobedire infrangiamo le leggi che noi stessi ci siamo
imposti, e ci arrabbiamo quando le cose non vanno come volevamo noi.
Nel buio sussuriamo segreti ai nostri migliori amici. Cerchiamo sostegno ovunque
possiamo trovarlo.
E continuamo a sperare contro ogni logica, contro ogni esperienza.
Come i bambini, non rinunciamo mai alla speranza.
2.19
D'accordo, a volte anche i migliori prendono delle decisioni affrettate, delle
decisioni sbagliate, decisioni che già sappiamo rimpiangeremo d'aver preso in
quello stesso momento, in quello stesso istante e specialmente la mattina
seguente.
Voglio dire, non proprio rimpiangere perché almeno, si insomma, ci si è messi in
gioco. Ma in ogni modo qualcosa d'entro di noi decide di fare una follia, una
cosa che sappiamo già ci si rivolterà contro mordendoci il culo, ma nonostante
ciò la facciamo ugualmente.
Quello che voglio dire è che raccogliamo ciò che seminiamo. Ciò che si dà si
riceve.
E' il Karma, e mettetela come volete ma il Karma è uno schifo.
~
In un modo o nell'altro il nostro Karma ci porta ad affrontare noi stessi.
Possiamo guardare il nostro Karma negli occhi o aspettare che ci spunti fuori
alle spalle.
In un modo o nell'altro il nostro Karma ci trova sempre.
La verità è che quanto chirurghi abbiamo più possibilità degli altri di far
volgere le cose a nostro favore. Non importa quanto ci proviamo, non possiamo
sfuggire al nostro Karma, ci seguirà fino a casa.
...
In realtà non ci si può lamentare del proprio Karma. Non è ingiusto, non è
inaspettato, diciamo che pareggia sempre i conti. E anche quando stiamo per fare
qualcosa che intima chiaramente il Karma a morderci il culo ..bè nn cè bisogno
che dica niente..lo facciamo comunque.
2.20
Hai medici i pazienti dicino sempre come dovrebbero fare il loro lavoro.
"Mi metta un punto, mi applichi un cerotto e mi mandi a casa"
E' facile suggerire una soluzione rapida quando non conosci bene il problema,
quando non capisci il motivo che lo provoca o non sai quant'è profonda la
ferita.
Il primo passo verso la completa guarigione è sapere esattamente di quale
malattia si soffre, ma non è quello che la gente vuole sentire.
Dovremmo dimenticare il passato che ci ha condotti a questo punto, ignorare le
complicazioni che potrebbero sorgere in futuro e cercare un rimedio veloce.
~
Come medici, come amici, come esseri umani, cerchiamo di fare il meglio che
possiamo, ma la vita è piena di curve e capovolgimenti e quando credi di aver
imparato a conoscere il territorio ti viene a mancare la terra sotto i piedi e
perdi l'equilibrio.
Se sei fortunato te la cavi solo con qualche graffio, qualcosa per cui basta un
cerotto, ma alcune ferite sono più profonde di quello che sembrano e non basta
un semplice cerotto. Per quelle ferite devi strapparlo via il cerotto, lasciarle
respirare e dare loro il tempo di guarire.
2.21
Nel mio college c'era una statua magica. Tra gli studenti c'era l'antica usanza
di strofinarle il naso per avere fortuna. La mia coinquilina del primo anno
credeva molto nel potere di questa statua e insisteva nell'andare a grattare il
naso prima di ogni esame.
Forse avrebbe fatto meglio a studiare visto che è stata buttata fuori al secondo
anno.
Ma il fatto è che ognuno di noi compie dei piccoli gesti scaramantici e quando
non si crede nelle statue magiche magari si evitano le fessure sui marciapiedi o
ci si infila sempre per prima la scarpa sinistra o si tocca ferro.
"Se una fessura pesterai allora si saranno guai."
L'ultima cosa che vorremmo fare è offendere gli dei.
~
La superstizione occupa quello spazio che c'è tra ciò che possiamo controllare e
ciò che non possiamo controllare.
"Se un soldino troverai tutto il dì fortuna avrai."
Nessuno vuole farsi sfuggire un occasione fortunata, ma dirsi questa cosa 33
volte aiuta davvero? Qualcuno ascolta veramente? E se nessuno ascolta perché ci
preoccupiamo di fare le strane cose che facciamo?
Ci affidiamo alle superstizioni perché siamo abbastanza intelligenti da sapere
che non abbiamo tutte le risposte.E che la vita segue dei percorsi misteriosi.
...
Mai rifiutare una pozione, da qualunque parte arrivi!
2.22
Una bella partita di basket può tenerci incollati alla sedia. I giochi hanno a
che fare con la gloria, la sofferenza, si vivono minuto per minuto. E poi ci
sono anche giochi più solitari, quei giochi che amiamo fare da soli. Giochi di
società, giochi di abilità li facciamo per passare il tempo e rendere la vita
più interessante. Per distrarci da quello che sta realmente accadendo.
Alcuni di noi amano giocare, a qualsiasi gioco, e poi ci sono alcuni di noi che
amano giocare.. un pò troppo.
~
Quindi va avanti, discuti con l'arbitro, cambia le regole, imbroglia un pò,
prenditi una pausa e leccati le ferite. Ma gioca!
Gioca! Gioca duro, gioca veloce, gioca rilassato e libero. Gioca come se non ci
fosse un domani.
Ok, non importanza se vinci o se perdi ma come giochi la partita.
Giusto?!
2.23
La chiave per avere successo come specializzando è rinunciare, al sonno agli
amici, a una vita normale. Sacrifichiamo tutto per un momento speciale, il
momento in cui ufficialmente puoi considerarti un chirurgo.
Ci sono giorni in cui pensi che valga la pena sacrificarsi, e ci sono giorni in
cui ogni cosa sembra un sacrificio.
E poi ci sono sacrifici che non si capisce proprio perché si facciano.
~
Un vecchio saggio una volta disse "Puoi avere qualsiasi cosa nella vita se
sacrifichi tutto per quella cosa"
Quello che il saggio intendeva dire è che ogni cosa ha un prezzo, qundi prima di
affrontare una battaglia è meglio decidere quanto si è disposti a perdere.
Molto spesso fare quello che ti far star bene non significa fare ciò che è
giusto.
E aprirsi a qualcuno significa abbattere i muri che hai costruito per tutta la
vita.
Ovviamente i sacrifici più duri sono quelli che ci piombano adosso
all'improvviso, quando non c'è tempo di escogitare una strategia, di fare una
scelta, o di valutare le potenziali perdite.
Quando questo accade, quando è la battaglia a scegliere noi e non viceversa
allora il sacrificio diventa più grande di quanto riusciamo a sopportare.
2.24
Tutti noi passiamo attraverso la vita come elefanti in una cristalleria.
Graffiamo qui, rompiamo lì, facendo del male a noi stessi, ad altre persone..
Il problema è trovare il modo di riparare alle ferite che abbiamo inferto, o che
qualcuno a inferto a noi.
A volte il dolore ci coglie di sorpresa.. ..a volte pensiamo di poter riparare
al danno.. ..e a volte il danno è qualcosa non riusciamo neanche a vedere.
~
Siamo tutti feriti a quanto pare, alcuni di noi più di altri.
Ci portiamo dentro le ferite dell'infanzia, poi da adulti restituiamo quello che
abbiamo ricevuto.
In fin dei conti tutti noi feriamo qualcuno. E poi ci mettiamo all'opera per
rimediare, per quanto possiamo.
2.25
Nella vita ci insegnano che esistono sette peccati capitali.
Tutti noi conosciamo i principali. Gola, Superbia, Lussuria..
Ma un peccato di cui non si parla tanto è l' Ira, forse perchè pensiamo che
l'ira non sia abbastanza pericolosa e che si possa controllare.
Quello che voglio dire è che forse sottovalutiamo l'ira. Forse potrebbe
diventare molto più pericolosa di quanto pensiamo. Dopotutto, quando provoca
reazioni distruttive, diventa il più grave dei sette peccati.
~
Allora cos'è che rende l'ira diversa dai sette peccati capitali?
E' piuttosto semplice, se ti abbandoni a un peccato come l'invidia e la superbia
ferisci solo te stesso.
Se cedi alla lussuria o al desiderio non solo fai del male a te stesso ma
probabilmente anche a qualcun'altro.
Ma l'ira.. l'ira è la peggiore. E' la madre di tutti i peccati.
Non solo l'ira può portarti a superare ogni limite ma quando succede rischi di
coinvolgere un mucchio di altra gente.
2.26
All'essere umano servono molte cose per sentirsi vivo. Una famiglia, l'Amore, il
Sesso. Ma serve una sola cosa per essere vivi davvero, serve un cuore che batte.
Quando il nostro cuore è minacciato reagiamo in due modi, fuggiamo oppure
reagiamo.
Esiste un termine scientifico per questo, "combatti" o "fuggi" .
E' l'istinto.
Non possiamo controllarlo.
...
Oppure si?