La carriera di Dane schizza in alto

‘McSteamy’ nei film, in televisione, in cucina

By Patricia Sheridan

l'attore Eric Dane in un episodio di Grey's Anatomy

 

Conosciuto come McSteamy, il trentaquattrenne Eric Dane, che interpreta il Dr. Mark Sloan, è il nuovo acquisto più “caldo” del cast di Grey’s Anatomy. Avendo momentaneamente barattato il bisturi per la tastiera, Dane interpreta lo speechwriter (la persona che scrive i discorsi) di un governatore con la cui figlia è prossimo alle nozze nel film tv “Wedding Wars”. Con lui, nel cast, John Stamos che copre il ruolo del fratello gay di Dane.

Q. Lei ha un fratello. Se suo fratello fosse gay, come reagirebbe?

A. Non avrei nessuna reazione. Rimane sempre mio fratello. Certamente non come il personaggio del film tv. La reazione del personaggio che interpreto nel film è un po’ indecisa. In fondo in fondo non credo gli importi molto degli orientamenti sessuali del fratello.

Q. In un’altra intervista, sua moglie ha dichiarato che è stufa dell’affare “McSteamy

A. No, non è vero. Non lo ha mai detto. Se vuole gliela chiamo al telefono e ci parla.

Q. La preoccupa essere etichettato come McSteamy?

A.
Ahhhhh, no. Finora non ha portato nulla di negativo. Potremmo trovare molti altri paragoni con altri personaggi etichettati da soprannomi dovuti a determinati ruoli. Attualmente io ho questo, e sono stato chiamato in maniere molto peggiori, mi creda.

Q. Essendo sposato con un’attrice, l’equilibrio del matrimonio sarebbe minacciato qualora sua moglie diventasse più famosa di lei?

A.
Non credo affatto. Spero che riesca a diventare più famosa di me

Q. Così si ritirerebbe dalle scene?

A. Sì, avrei più tempo libero.

Q. E’ vero che le piace cucinare?

A. Sì. Ma cucino poche cose, che però faccio molto bene. Faccio delle buonissime omelette. Una buona zuppa di pollo. Non faccio tutto da solo, uso anche degli aromi preparati.

Q. Chi cucina per le feste?

A.  Beh, andiamo a casa della sorella di mia moglie ad Atlanta e il resto della sua famiglia, che vive in Kentucky, ci raggiunge lì. Tra me, mia moglie, la famiglia di sua sorella e quella di mio cognato, ci ritroviamo in 12 sotto un tetto, per cui tutti diamo una mano.

Q. Ha delle preferenze tra cinema e televisione?

A. Sa, la televisione è divertente. Ha dei ritmi serrati. Il cinema è diverso: ogni film ha un inizio e una fine. Sai cosa succede al tuo personaggio da subito. Nella televisione non lo sai. Sei in balia degli autori che decidono se farti rimanere o meno. Puoi avere una stagione o anche 10 per vedere come cambia il tuo personaggio, le ho reso l’idea?

Q. Sì, e così è più facile o è una sfida più tosta?

A. Può essere entrambi. Ma si deve stare attenti a non rimanerci intrappolati e quindi interpretare sempre lo stesso ruolo in maniera monotona.

Q. Quanto è importante la fiducia in se stessi nel recitare bene?

A. Molto. E dipende dall’attore. I migliori attori al mondo, molte volte, sono degli insicuri. Non so se questa mancanza di sicurezza coincida con la mancanza di fiducia. Alcuni sono davvero molto timidi. Gli dai lo script e la parte, si mettono davanti alla telecamera e iniziano a lavorare.

Q. Lei dove si pone in tutto questo?

A. Da qualche parte nel mezzo. Non sono timido, ma neanche troppo sicuro di me. Sono sicuro quanto basta e insicuro quanto basta.

Traduzione a cura di Bittersweet